Linee cadenti

Tecnica, composizione, illuminazione per realizzare le nostre foto.
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Novecento
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Linee cadenti

Messaggio da Novecento » 11/02/2020, 9:38

uhm... allora, la foto in questione è questa: https://www.fotoabc.it/gallery/displayi ... fullsize=1

la domanda è:
ho cercato in giro come fotografare questo bestione, e tra foto e foto ne ho trovata una più o meno simile che mi è piaciuta come tecnica e l'ho ricopiata. Ora, in una foto del genere, serve o non serve rielaborare le linee cadenti?
cosa ne pensate?


Ti sei mai chiesto perchè cadono i quadri?
È impossibile da capire, è una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, sennò esci matto.

Novecento - Valerio

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Antonio
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Re: Linee cadenti

Messaggio da Antonio » 11/02/2020, 22:34

Provo a dire la mia.
Lo scopo finale per cui si fa una fotografia sono molteplici. Molto dei quali sono stato scritti e riscritti. Documentazione pura; riprendere ciò che è la realtà; fare arte con la fotografia, ecc ecc. Per sopperire alle diverse mancanze che l' attrezzature fotografica non riesce a riprodurre realisticamente ciò che l' occhio vede, sono state progettati sistemi e contro_sistemi abbastanza ingegnosi che permettono al' operatore di riprendere la scena possibilmente fedele alla realtà o meglio a ciò che l'occhio vede realmente. Fatta questa premessa e considerando la tua foto, io direi che dal punto di vista artistico è ben fatta e, credo che forzando la scena con obiettivi basculanti per raddrizzare le cosi dette linee cadenti non avrebbe reso bene lo slancio della struttura verso l' alto. Quindi la tua interpretazione artistica di quel soggetto è più che ottima. Hai rafforzato l' idea imponente della chiesa nei confronti delle abitazioni. Quindi in questa foto subentra anche il sentimento del fotografo. Se la foto doveva essere usata per un catalogo scientifico, studio ingegneristico, piano regolatore, ecc. dove è necessario evidenziare le proporzioni dei dettagli ecc, è d' obbligo usare gli obiettivi basculanti e raddrizzare le line cadenti.
Cmq trovandomi a fotografare palazzi dalle strutture geometriche semplici cerco il più possibile di farle venire con line dritte perchè a farle storte bastano gli architetti moderni.
La prima camera è stata una Canon AT1. Poi Canon F1 con obiettivo 28 mm; 55 mm macro e 200 mm; che uso quando ho nostalgia; - una Canon EOS 400D con obiettivo zoom da 17- 55 mm e 70 - 300 mm IS stabilizzato. - Panasonic Lumix DMC - FZ38 HD.

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Re: Linee cadenti

Messaggio da Novecento » 12/02/2020, 14:56

A parte la mia visione, che non lo voleva essere, vorrei spostare il discorso proprio sull'uso delle linee cadenti.
E' giusto aggiustarle? Se la foto non fosse mia, sarebbe fattibile?
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Re: Linee cadenti

Messaggio da Canondal1980 » 12/02/2020, 23:48

Concordo in linea generale col commento di Antonio, però nel tuo caso specifico, lo slancio dato dalle linee cadenti avrebbe più valore se la cattedrale occupasse buona parte della foto, qui invece le case circondanti si impongono nell'immagine quasi quanto la cattedrale, ma col difetto di linee cadenti esagerate pur con una altezza degli edifici molto più limitata di quella della cattedrale. Questo, a mio parere, è un elemento di distrazione e disturbo, prova a ritagliare la sola parte centrale dell'immagine e vedi la differenza.
Io sono stato un grande utilizzatore di ottiche TS-E, tanto che possedevo tutte le tre disponibili del catalogo Canon della prima decade degli anni 2000 (il 24 e il 45 li ho venduti su ZM, ho ancora il 90 che però non uso più da anni), ma devo dire che in molti casi le utilizzavo più per modificare i piani di messa a fuoco tramite il basculamento che il raddrizzare le linee cadenti decentrando l'ottica.
Chiaro che in certi contesti il raddrizzare le linee cadenti è d'obbligo ma spesso non è indispensabile raddrizzarle completamente.

P.S. Antonio, il movimento di basculamento serve a modificare la pdc, non a raddrizzare le linee cadenti ;) ;)
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Re: Linee cadenti

Messaggio da Antonio » 13/02/2020, 8:57

Daniele, grazie per la precisazione; obiettivi mai usati ma solo qualche piccola nozione di curiosità. Ciao.
La prima camera è stata una Canon AT1. Poi Canon F1 con obiettivo 28 mm; 55 mm macro e 200 mm; che uso quando ho nostalgia; - una Canon EOS 400D con obiettivo zoom da 17- 55 mm e 70 - 300 mm IS stabilizzato. - Panasonic Lumix DMC - FZ38 HD.

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Re: Linee cadenti

Messaggio da LordCasco » 13/02/2020, 10:36

Tranne rari casi, le linee le raddrizzo sempre.
La foto in questione non mi dispiace, anche perchè la simmetria rende più gradevole le linee cadenti, ma l'avessi fatta io l'avrei raddrizzata.
Ciao
LC

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Re: Linee cadenti

Messaggio da Novecento » 13/02/2020, 11:52

Allora, non è la mia foto che deve piacere o no, potete commentarla tranquillamente, non vi picchio (forse).
L'idea era quella di mettere alla berlina le linee cadenti, se devono sempre essere corrette. Se no, quando.
Meglio verticale o orizzontale, e così via.

per chiudere, la foto l'ho fatta copiando altre foto che tutto sommato mi sono piaciute, e comunque per i suoi 160 (e oltre metri), e una piazza che non permette di allontarsi più di quanto ero io, piuttosto che raddrizzare, ho copiato.
Ti sei mai chiesto perchè cadono i quadri?
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Re: Linee cadenti

Messaggio da RS232 » 21/08/2020, 21:50

Un malinteso senso della perfezione spinge troppo spesso i fotografi ad optare per la correzione totale delle linee cadenti, piuttosto che per la loro gestione ragionata, fatta di interventi mirati e misurati. Un approccio più razionale, invece, suggerirebbe di valutare caso per caso il destino di quelle linee chiedendoci semplicemente se, ed in quale misura, esse siano funzionali al racconto che vogliamo rappresentare (anche perché, contrariamente a quanto si è portati a credere, sono le linee cadenti a rappresentare a buon diritto la realtà ed è la loro correzione, semmai, a costituire un’arbitraria interpretazione del fotografo).
Bisogna ben distinguere quei casi in cui le linee cadenti risultano eccessive, fastidiose, senza un ruolo preciso nel racconto fotografico, causate da mera disattenzione in fase di ripresa, dai tanti altri casi in cui è proprio la convergenza di quelle linee a comunicare all’osservatore delle sensazioni forti – come paura, precarietà, incombenza, disagio. Tant’è vero che disegnatori e fumettisti – che non hanno il problema di tenere in bolla la fotocamera – non esitano a tracciare con la matita le loro brave linee cadenti pur di riuscire ad esprimere, nelle loro opere, quel tipo di sensazioni.
Istruttiva è, a tal fine, la lettura di Andreas Feininger che, nel suo libro L’occhio del fotografo, distingue la “prospettiva rettilinea accademica” dalla “prospettiva rettilinea reale”. Secondo il fotografo statunitense, nella prospettiva rettilinea accademica, le linee che, nel mondo reale, sono verticali e parallele devono rimanere tali anche nella rappresentazione fotografica; nella prospettiva rettilinea reale invece, se la ripresa viene effettuata con la fotocamera inclinata verso l’alto, è accettabile che quelle stesse linee convergano e la loro convergenza non solo non è considerata un difetto, ma diventa il simbolo fotografico dell’altezza (in analogia a quanto accade nel piano orizzontale, dove la convergenza di linee parallele dà invece il senso della profondità).
In conclusione, conoscere le leggi della prospettiva e saperle sfruttare creativamente costituisce per il fotografo un’opportunità senza pari per la realizzazione di scatti poco convenzionali e di grande impatto sull’osservatore. Ed, a tal fine, le linee cadenti rappresentano sicuramente un fenomeno dalle enormi potenzialità espressive e comunicative: sta a noi saperlo sfruttare nella giusta misura, trasgredendo – con discernimento, ovviamente – alle regole codificate nel Rinascimento che, per la rappresentazione bidimensionale della realtà, prescrivevano il parallelismo delle linee verticali. Ma per i fotografi, applicare o meno quelle regole è solo una scelta compositiva. Anzi, paradossalmente, può accadere che le linee cadenti ben pronunciate diano meno fastidio di quelle leggere: le prime, infatti, costituiscono dichiaratamente una scelta compositiva – che può non piacere, ma di cui l’osservatore prende atto; le seconde, invece, corrono il rischio di essere interpretate come un errore del fotografo dovuto a trascuratezza o superficialità.
Noli tu quaedam referenti credere semper: exigua est tribuenda fides, qui multa locuntur.

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Re: Linee cadenti

Messaggio da Canondal1980 » 22/08/2020, 8:55

Complimenti al nostro RS232 sempre preciso nelle sue spiegazioni.
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Re: Linee cadenti

Messaggio da Antonio » 22/08/2020, 19:41

Canondal1980 ha scritto:
22/08/2020, 8:55
Complimenti al nostro RS232 sempre preciso nelle sue spiegazioni.
Condivido. Ottimo trattato.
La prima camera è stata una Canon AT1. Poi Canon F1 con obiettivo 28 mm; 55 mm macro e 200 mm; che uso quando ho nostalgia; - una Canon EOS 400D con obiettivo zoom da 17- 55 mm e 70 - 300 mm IS stabilizzato. - Panasonic Lumix DMC - FZ38 HD.

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