Test casalingo stampa con lampade LED

Pellicole, sviluppo, stampa e tutto quello che ruota attorno a quello che è stata la fotografia per oltre duecento anni (escluse fotocamere e obiettivi).
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Oompaloompa
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Test casalingo stampa con lampade LED

Messaggio da Oompaloompa » 09/10/2019, 1:40

Come anticipato sul gruppo WA, dico due parole tra di noi riguardo la mia prova delle lampade LED nell'ingranditore.

Premessa: sta diventando difficile (quasi fine 2019) trovare lampade opaline a incandescenza. I maggiori rivenditori di materiale fotografico analogico hanno a catalogo quasi esclusivamente le famigerate lampadine del Dr. Fisher.
Non so quale sia il motivo, ma raramente queste lampadine superano l'ora di utilizzo...basta sfiorare la colonna dell'ingranditore, a luce accesa, e la lampadina è da buttare. A volte bastano un paio di cicli di accensione-spegnimento. :roll:

Le uniche (o comunque tra le poche) opaline a incandescenza valide sono le vecchie Philips Photocrescenta. Qualche giorno fa ho trovato un negozio che le vendeva a prezzi ancora quasi umani (13 euro) e ne ho prese un po'.
Stanno però diventando rare e costose...

Insomma, per farla breve: dopo un po' di ricerche in rete, ho letto di alcuni eroi che hanno iniziato a sperimentare, mettendo all'interno dell'ingranditore alcune tra le varie (tante) lampadine a LED in commercio.
Naturalmente quelle con rivestimento opale, non a vetro trasparente.
Non mi sono inventato nulla, ne ho acquistate quindi un paio in una delle tante catene di elettronica: una Osram e una Beghelli.

Il mio primo test di ieri, molto casalingo, aveva come oggetto la Beghelli.
Trattasi di una Beghelli "Zafiro LED" a goccia, da 7 watt (65 equivalenti), warm white 2700K, 910 Lumen.
Costo nella catena di elettronica: sui 6 euro.

Appena presa, è finita nel mio Durst M601, con condensatore e testa B/N.

Qualche impressione, prima di caricare i negativi nel Durst.
Good:

- raggiungimento immediato del massimo livello di emissione luminosa (punto a favore, rispetto alle concorrenti a incandescenza)
- non scalda (ma proprio per nulla, anche dopo ore dall'accensione)
Bad:
- sulla parte apicale è stampigliato il logo Beghelli. Bad, very bad. :) Va tolto, altrimenti ci troviamo lo sponsor sulle stampe. Operazione comunque semplice, con un po' di acetone, oppure (come nel mio caso) grattando via la stampa con una forbicina da unghie. La rimozione è facile e veloce, non rimane traccia delle scritte.

Bene dai, passiamo alla parte più interessante.

Come ho fatto il test? In modo davvero poco, poco, poco scientifico. :) Niente grafici, niente tabelle...solo simulazione d'uso. :D
Ho intenzionalmente scelto negativi difficili, quindi con contrasti molto marcati, o negativi particolarmente densi.
Mi interessava vedere come il sistema lampadina LED - ingranditore si comportasse in queste situazioni complesse, quindi le immagini che vedrete non sono scelte in quanto "buone foto", tutt'altro.
Come al solito, immagini "digitalizzate" con iPhone.
Giusto per dare qualche dettaglio sui materiali utilizzati:
- Ingranditore: come dicevo, Durst M601, testa B/N, condensatore.
- Obiettivo: Schneider Kreuznach Componar 75/4.5, modesto, ma sincero. :D
- Carta: Foma Fomaspeed Variant 311, 24x30 cm, glossy.
- Sviluppo carta: Ilford Multigrade 1+9.
- Stop in acido citrico.
- Fissaggio: Agfa Fix-Ag 1+9.
- Negativi 6x6, dalla mia adorata Hasselblad 501 C/M con Carl Zeiss Planar 80/2.8.

Primo negativo:
negativo piuttosto contrastato, ma non eccessivamente denso. Difficile, non difficilissimo. ;)
Parto con un contrasto di grado 2.
Provino scalare, come primo tentativo cerco di mantenere i tempi che avrei tenuto con una opalina a incandescenza da 75 watt (una striscia ogni 2 secondi).
Ecco il risultato del provino:
1.jpg
1.jpg (1.42 MiB) Visto 415 volte
EXIF-Data show/hide
Original image recording time:
2019:10:09 00:55:19
Image taken on:
08/10/2019, 22:55
Focus length:
3.99 mm
Shutter speed:
1/7 Sec
F-number:
f/1.8
ISO speed rating:
100
Whitebalance:
Auto
Flash:
Flash did not fire, compulsory flash mode
Camera-manufacturer:
Apple
Camera-model:
IPhone 8 Plus
Exposure program:
Normal program
Exposure bias:
0 EV
Metering mode:
Pattern
CI SIAMO! :D e chi l'avrebbe detto? Alla prima!
Contrasto ok, non serve cambiare. Decido che 10 secondi sia il tempo giusto d'esposizione (Componar chiuso a f/11).
2.jpg
2.jpg (1.53 MiB) Visto 415 volte
EXIF-Data show/hide
Original image recording time:
2019:10:09 00:53:55
Image taken on:
08/10/2019, 22:53
Focus length:
3.99 mm
Shutter speed:
1/6 Sec
F-number:
f/1.8
ISO speed rating:
100
Whitebalance:
Auto
Flash:
Flash did not fire, compulsory flash mode
Camera-manufacturer:
Apple
Camera-model:
IPhone 8 Plus
Exposure program:
Normal program
Exposure bias:
0 EV
Metering mode:
Pattern
Nessun problema di caduta di luce, nessun riflesso strano, stampa che considero molto uniforme.

Secondo negativo:
anche questo piuttosto contrastato e denso, quindi un po' più difficile del precedente.
Contrasto di grado 2, anche in questo caso il provino scalare mi dice che la scelta di questo contrasto medio è (per me) corretta.
Tempi di esposizione della carta: 14 secondi.
3.jpg
3.jpg (2.43 MiB) Visto 415 volte
EXIF-Data show/hide
Original image recording time:
2019:10:09 00:56:17
Image taken on:
08/10/2019, 22:56
Focus length:
3.99 mm
Shutter speed:
1/5 Sec
F-number:
f/1.8
ISO speed rating:
100
Whitebalance:
Auto
Flash:
Flash did not fire, compulsory flash mode
Camera-manufacturer:
Apple
Camera-model:
IPhone 8 Plus
Exposure program:
Normal program
Exposure bias:
0 EV
Metering mode:
Pattern
Terzo negativo:
per la serie "quando il gioco si fa duro". Questo è veramente infame...piccole zone ad alto contrasto, ma soprattutto negativo molto, molto, molto denso.
Tra i primi che ho prodotto, ormai anni fa, con l'Hasselblad. Sovraesposto (la maggior parte delle ombre è troppo densa) ma anche sovrasviluppato (luci dense)...maledetti bugiardini!
La lampadina è qui messa a dura prova perchè il negativo appare molto scuro, pertanto serviranno tempi molto lunghi e bisognerà giocare un po' coi filtri Multigrade.
Primo provino scalare con filtro di grado 2 e 1/2: alberi in primo piano senza dettagli, parte centrale della foto e cielo completamente bianchi. Un bel casino! :D
Secondo provino scalare con filtro di grado 2: la situazione migliora un po', ma ancora non ci siamo.
Terzo provino scalare con filtro di grado 1 e 1/2: ok, può andare.

Servono però tempi lunghi. Per la stampa che segue, ho esposto il foglio per ben 34 secondi.
4.jpg
4.jpg (2.17 MiB) Visto 415 volte
EXIF-Data show/hide
Original image recording time:
2019:10:09 00:57:51
Image taken on:
08/10/2019, 22:57
Focus length:
3.99 mm
Shutter speed:
1/8 Sec
F-number:
f/1.8
ISO speed rating:
100
Whitebalance:
Auto
Flash:
Flash did not fire, compulsory flash mode
Camera-manufacturer:
Apple
Camera-model:
IPhone 8 Plus
Exposure program:
Normal program
Exposure bias:
0 EV
Metering mode:
Pattern
Da quel negativo disastroso non potevo ricavare nulla di più, ma sono soddisfatto. Non ho voluto mascherare/bruciare nulla, per questo test va bene così. ;)

Conclusioni:
non credo che toglierò più la lampadina LED dall'ingranditore. Le Photocrescenta che mi arrivano oggi le tengo in un armadio, che coi tempi che corrono, un domani mi valgono più dell'oro! :D
Soprattutto l'ultimo negativo mi dice molto:
- la lampadina LED non ha problemi nemmeno con negativi così densi. La luce "passa", e lo fa in modo molto proporzionale, senza salti strani di intensità tra una striscia del provino e l'altra.
- i filtri Multigrade continuano a lavorare bene anche con questo tipo di luce. Non ho ancora provato le gradazioni più estreme, ma quelle che ho utilizzato (1 e 1/2, 2, 2 e 1/2) sono le più comuni, almeno coi miei negativi.
- anche con esposizioni così lunghe del foglio, non noto strani riflessi, cadute di luce o vignettature.

Last but not least: la lampadina è rimasta accesa ininterrottamente per 3 ore...e la testa del mio Durst è rimasta più fredda delle mie mani.
Con una qualsiasi Photocrescenta a incandescenza da 75 watt, in tre ore, si sarebbero sciolte la testa dell'ingranditore, la testa del sottoscritto e pure il tavolo!

La Beghelli sotto test ha un ciclo di vita (dichiarato) di 15'000 ore e di 15'000 accensioni. Fosse vero anche solo per metà, parliamo di (circa) 2'500 sessioni di stampa...


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Re: Test casalingo stampa con lampade LED

Messaggio da Canondal1980 » 09/10/2019, 11:43

Intanto complimenti, come si suol dire tentar non nuoce anche se poi su WA la frase "A ogni stampa io mi taro da zero" mi ha fatto un po' storcere il naso, non tutti sono disposto a perder tempo e denaro tutte le volte.
Per la mia esperienza coi led (che utilizzai fin da 40 anni fa) e soprattutto per led in ambito semaforico (l'azienda per cui lavorai negli anni 80 fu la prima a introdurre le lampade a led nelle lanterne semaforiche, poi diventate obbligatorie per legge a metà anni 90) sono propenso a dire che la Zafiro che hai utilizzato è probabilmente quella che meglio si adatta all'uso specifico sul tuo ingranditore, vuoi perché la posizione della lampadina aiuta a eliminare le difformità nell'emissione della luce, vuoi perché le lampade a led per illuminazione con substrato in zaffiro irradiano la luce su un angolo di campo maggiore delle usuali con chip a diffusione frontale.
Permangono comunque i dubbi che ha ben esposto Jury sul gruppo WA, ovvero difformità nelle caratteristiche tra un esemplare ed il successivo (ma di questo giustamente te ne puoi sbattere visto la lunga durata delle lampade stesse, anche se comunque verso il fine vita la loro resa cromatica ed efficienza varia e non di poco) a cui ovvierai con un test come quello appena postato. Altro problema è verificare l'effettivo tempo di accensione, perché ogni lampada a led comunque ha una certa isteresi che varia da modello a modello e questo influisce percentualmente in modo importante sui brevi tempi di accensione.
Abbiamo aperto il nuovo canale Twitter fotoabc: utilizziamolo

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Re: Test casalingo stampa con lampade LED

Messaggio da Oompaloompa » 09/10/2019, 15:26

Ciao Daniele, tante grazie per la risposta.
Continuo a non considerare problematiche eventuali variazioni tra esemplari...sia per la cadenza con cui si sostituirà la lampadina, sia in vista di ipotetiche (e non certe) variazioni nel tempo dello stesso esemplare. :)

Quando dico che a ogni sessione di stampa si riparte da zero, non riesco a immaginare una situazione in cui non sia necessario "rifare tutto".

Scelta del negativo - scelta del rivelatore - scelta del contrasto - scelta dell'esposizione...tutte scelte che si fanno ogni volta, così come, ogni volta, il tempo di permanenza del foglio nei chimici può cambiare...motivo per cui si utilizza il tempo di comparsa, per calcolare i corretti tempi di sviluppo.

Voglio dire: come si fa a NON rifare tutto daccapo, quando si modifica anche solo un parametro tra negativo, contrasto, chimici (questi meglio testarli SEMPRE, non solo quando li si cambia)...? :)

Credo che la base di un buon risultato, o se non buono, almeno controllato, sia proprio ripartire sempre da zero.
Che poi sono cose che si fanno in automatico, si fa prima a farle che a scriverle...

Tempo e "cost saving" sono cose da dimenticare, quando si entra in CO. :D
Il primo è fondamentale, se vai di fretta tanto vale mandare dei Jpeg a Digitalpix...
Sul secondo, potremmo parlarne ore. Anche qui vale il detto "chi più spende, meno spende"...se si parte con l'idea di usare meno fogli possibile, di riutilizzare chimici aperti da tanto, di usare pellicole scadute...andiamo incontro a una serie di variabili incontrollabili, quindi perde di senso il seguire un processo così controllato come quello della stampa analogica...
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Re: Test casalingo stampa con lampade LED

Messaggio da elettrico » 10/10/2019, 11:21

ok.
finalmente sono davanti ad un PC e riesco ad articolare meglio.

Partiamo da un presupposto: tra qualche anno le lampade filamento saranno completamente sparite (anche quelle alogene) quindi, tranne qualche macchinario che rimarrà in funzione per usi specifici, la reperibilità sarà limitatissima (le scorte di magazzino piano piano spariranno) e quelle di nuova produzione avranno costi proibitivi.

Detto ciò, quindi, quali saranno le possibili alternative?
sicuramente il led. al momento non c'è altro.
quali?
Quelle filo LED.
Perchè?
per un discorso di diffusione della luce che effettivamente è quello più vicino alle vecchie lampade ad incandescenza.
infatti le lampade con il modulo LED a piastra non sono adatte anche se relativamente più potenti.

fin qui sembra tutto ok.
ma in realtà la faccenda non è semplice come appare.
questo tipo di lampada presenta diverse problematiche per un utilizzo all'ingranditore.
alcune possono essere aggirate.
altre, semplicemente no.

la prima:
le lampade led, tutte le lampade led, hanno AL MOMENTO uno spettro luminoso che non è minimamente paragonabile a quello del vecchio caro filamento.
è una questione non facilmente aggirabile: al momento le emissioni della parte 'fredda' dello spettro sono poco gestibili.
hai voglia a prendere la luce calda, una certa quantità di luce fredda, difficilmente compensabile, c'è sempre.
avete presente quella faccenda che hanno gli smartphone di ultima generazione che da una certa ora in poi gli abbassi la luminosità e le tonalità dei bianchi si fanno più calde? ecco, la faccenda è molto simile.
tornando al discorso fotografico, sul bianco e nero la faccenda cambia poco il risultato ma sul colore... beh, le filtrature andranno sicuramente riviste.

passiamo ad un altro aspetto: il lag di accensione.
apparentemente le lampade a led si accendono subito.
in realtà con è così ma per arrivare alla loro massima emissione hanno un tempo stimato dai 0,5s al secondo abbondante.
ad occhio non lo vediamo perchè al momento dell'accensione raggiungono circa un 85% del loro flusso.
è un piccolo inganno per non dare l'effetto 'buio' che avevano le vecchie lampade a scarica della generazione precedente (quelle volgarmente chiamate a risparmio).
questo aspetto è comunque aggirabile perchè con il metodo che utilizza Calabresi non c'è bisogno dell'accendi/spengi sul timer.
adesso non mi metto a spiegarlo perchè è difficile descriverlo ma è facilissimo da utilizzare.

altro aspetto negativo:
la potenza.
al momento le lampade più potenti in commercio del tipo zafiro et similia, hanno una potenza espressa in watt di 12W, corrispondenti ad un flusso luminoso di 1080lm (lumen)
ciò ne fanno un equivalente delle vecchie incandescenza da 90W (taglio che manco esisteva ma il flusso luminoso è quello).
un po' pochino in verità.
tutto bene finchè si stampano foto a formato abbastanza ridotto (fino al 15*18) ma oltre si fa veramente fatica.
allontanando la testa dell'ingranditore dal piano di stampa si perde gran parte della luminosità ed avendo una lampada scarsamente potente potrebbe non essere sufficiente aumentare i tempi per avere risultati apprezzabili.

questa la disamina 'tecnica', anche se di tecnicismi ne ho usati ben pochi e sento già il bongossi di Daniele vibrare...

per l'utilizzo pratico, son convinto anch'io che vanno già più che bene, anche in virtù del fatto che stampo solo in bianco e nero e il formato max al momento è il 24*30.
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Re: Test casalingo stampa con lampade LED

Messaggio da Oompaloompa » 10/10/2019, 23:26

Ciao Jury, avevo risposto oggi, ma a quanto pare la risposta non appare...

Dicevo...
Sono fondamentalmente d’accordo con te, nel senso che nel B/N eventuali problemi non si presentano (e ribadisco, i negativi erano terribili).
Per quanto riguarda il delay in accensione, mi pare che proprio nel topic di analogica.it sia dimostrato il contrario...ma potrei sbagliare, dovrei andarmi a cercare nuovamente il punto e al momento non mi è possibile.

In ogni caso, come prima sessione non ho trovato punti a sfavore, ma solo a favore.
È comunque ipotizzabile che i produttori, prima o poi, mettano in produzione anche lampadine dedicate alla fotografia analogica.
Girando per negozi e parlando con un po’ di gente mi rendo conto che questo settore di nicchia non sia poi così tanto di nicchia.

A conti fatti oggi non c’è ancora nessun problema di approvvigionamento per le lampade a incandescenza, come dicevo ne ho parecchie ormai, ma se i risultati con le LED continueranno a mantenersi così costanti, non vedo motivo per tornare indietro. ;)

P.S. Nel weekend mi divertirò con la SFX 200...non vedo l’ora di vedere cosa ne esce in sviluppo!!
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Re: Test casalingo stampa con lampade LED

Messaggio da Oompaloompa » 10/10/2019, 23:29

P.P.S. Sul mio ingranditore, che poi è il modello m605, non m601, come tempi di esposizione mi sento già al limite usando una 7w, equivalente a 65...tempi fin troppo veloci!

Ho usato anche delle 150w, con dei 6x6 belli densi...tempo di esposizione dai 2 ai 3 secondi...inutilizzabili.
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Re: Test casalingo stampa con lampade LED

Messaggio da elettrico » 11/10/2019, 14:01

Oompaloompa ha scritto:
10/10/2019, 23:29
P.P.S. Sul mio ingranditore, che poi è il modello m605, non m601, come tempi di esposizione mi sento già al limite usando una 7w, equivalente a 65...tempi fin troppo veloci!

Ho usato anche delle 150w, con dei 6x6 belli densi...tempo di esposizione dai 2 ai 3 secondi...inutilizzabili.
con che alzata della colonna lavori? :shock:
o meglio: quali formati di stampa utilizzi?

noi con il 670 (color) siamo sempre nell'ordine dei 15/20s......
però abbiamo una lampada alogena dicroica 12V - 150W............. :shock:
quindi in teoria molto più luminosa della tua: sia come lampadina in sè stessa che come diffusione della luce essendo completamente indirizzata allo specchio.
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Re: Test casalingo stampa con lampade LED

Messaggio da elettrico » 11/10/2019, 14:03

per quanto riguarda il lag time delle lampade, quelle led cui fai riferimento tu sono effettivamente veloci rispetto a quelle dicroiche 12V.
ma rispetto alle pari formato filamento... no!
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Re: Test casalingo stampa con lampade LED

Messaggio da Oompaloompa » 11/10/2019, 14:49

Sempre 24x30...mio formato standard ormai.
Obiettivo da 75...F/11...e ti confermo che con qualsiasi incandescenza da 150 watt difficilmente supero i 3 secondi.

Con le 75 watt mediamente sono intorno ai 15...
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