Diario di un fotografo naturalista

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Irenix
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Re: Diario di un fotografo naturalista

Messaggio da Irenix » 24/08/2020, 22:06

Altra domandina da ignorante chi è quella stella luminosa e più grande accanto alla Via Lattea?


Irene

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GundamRX91
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Re: Diario di un fotografo naturalista

Messaggio da GundamRX91 » 25/08/2020, 8:07

Irene l'anzianesimo che è in me sta crescendo, quindi tutto quello che posso evitare, come gli sterrati impossibili, lo evito :D Riguardo gli orari ultimamente latito pure io, ma per il caldo opprimente di questi giorni. Sarà brutto a dirsi, ma non vedo l'ora che arrivi l'autunno e la pioggia, che qui in Sardegna è veramente necessaria.

Grazie per tutto ;)

Giuseppe

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Re: Diario di un fotografo naturalista

Messaggio da GundamRX91 » 21/10/2020, 9:49

Approccio alla fotografia naturalistica # introduzione

Oggigiorno la fotografia naturalistica è piuttosto impegnativa, anche se in Rete si possono trovare tanti "How to" per raggiungere i propri obiettivi. Fotografare animali non è semplice, sia per la loro presenza irregolare sul campo che per la loro distanza dalle città. Infatti vivono spesso in ambienti impervi e spesso sono difficili da raggiungere. Ma questo solo se parliamo di animali particolari, come i grandi rapaci, gli orsi, leoni, tigri o mammiferi molto elusivi.

In questi brevi scritti vi mostrerò qualche trucco per avvicinarvi agli animali selvatici rispettandoli, perché la nella fotografia naturalistica bisogna sempre avere rispetto per la fauna, e non solo, e per preservarne la sicurezza, soprattutto durante la stagione riproduttiva.

Ma iniziamo!

Dove siamo?

Sì, sapere dove siamo, dove viviamo è davvero importante perché ti dice a quale specie puoi avvicinarti. Non è utile cercare un'aquila dalla coda bianca se nel tuo paese non ne vive una. Quindi la prima cosa è capire la fauna della zona in cui vivi. Ad esempio in Sardegna, la regione dove vivo , ci sono molti rapaci come la poiana , il gheppio , l'aquila reale e tanti altri falchi, ma anche alcuni mammiferi. Su Internet di solito puoi trovare queste informazioni o puoi chiedere ad altri fotografi naturalisti, se ti diranno qualcosa ... A seconda della specie, a volte è facile trovare il posto giusto, come uno stagno o un laghetto, o anche un fiume. Altre fonti su Internet sono i forum, quindi cerca qualche forum specifico, presentati e condividi le tue esperienze :mrgreen: Ad ogni modo, devi studiare la tua zona prima di iniziare a pensare a qualsiasi foto, questa è davvero la parte più importante per iniziare, anche se sei nel tuo cortile privato.


Quale specie?

Ok, ora che conosci la tua zona e sai quali specie ci sono, puoi sceglierne una. All'inizio sarebbe essere meglio scegliere una specie facile, come alcuni uccelli acquatici. Di solito gli uccelli acquatici come anatre, aironi e vari trampolieri/limicoli sono abbastanza facili da fotografare. A seconda della zona, spesso puoi scattare qualche foto stando in macchina perché gli uccelli non sono così spaventati dalle auto, ma fai attenzione e non scendere dall'auto, gli uccelli voleranno via :?


Qual è il momento migliore?

Lascia che te lo dica, ma il momento peggiore è quando il sole è alto nel cielo e la luce è dura. Quindi il momento migliore, secondo me, è durante la mattina presto e nel tardo pomeriggio quando la luce è calda. Ovviamente questo aspetto influirà sul tuo modo di scattare foto, perché avrai bisogno di un treppiede, o almeno di un bean-bag dove appoggiare la fotocamera. Comunque, se vuoi fotografare gli uccelli la mattina presto, dovresti arrivare sul posto molto, molto presto, forse quando è ancora buio, per non essere visto dagli uccelli e per preparare la tua attrezzatura (capanno, treppiede, fotocamera, ecc. ) in anticipo.


Fotocamere, obiettivi, accessori

Questo aspetto della fotografia naturalistica è piuttosto importante, perché devi scegliere l'attrezzatura giusta. A seconda del soggetto e dell'appostamento scelto, la giusta combinazione di fotocamera e obiettivo è fondamentale. All'interno di un capanno fotografico, a mio avviso, è sempre meglio usare un treppiede, magari con testa cardanica (gimbal) in modo da usare anche una sola mano per scattare senza preoccuparsi di tenere la fotocamera con entrambe le mani, e dover continuamento regolare la sicura. Ma anche un classico treppiede con testa a sfera va bene ( se hai solo quello :D ).

Personalmente sto usando fotocamere e obiettivi Sony. Per quanto riguarda la fotocamera, la migliore per gli animali è la A9 con il suo otturatore elettronico realmente silenzioso e che ti consente di scattare senza alcun rumore, e senza mettere in difficoltà gli animali. Al momento ho solo due teleobiettivi, un vecchio Sony 300mm f/2.8 SSM II (A-Mount) che uso con l'adattatore LA-EA3 e il nuovo Sony 100-400GM. Questo secondo è davvero versatile, abbastanza veloce e abbastanza leggero da portare ovunque. Poi ho un treppiede in carbonio con una testa gimbal per quando sto nei capanni, o un treppiede in carbonio più leggero quando vado sul campo. Altro accessorio utile è il telecomando, per evitare di toccare e far vibrare la fotocamera durante le riprese.

Un ultimo aspetto, ma non meno importante, è l'abbigliamento. In inverno, dovresti essere consapevole che stare in una tenda per molte ore può fare davvero freddo, quindi indossa abiti molto caldi e non dimenticare guanti e berretto. Anche in estate è utile avere una giacca leggera, spesso nelle giornate umide.


Conclusione

Questa è solo un'introduzione e spero che sia interessante per chi, come me, ama la natura e la fauna, quindi a presto, con qualcosa di più specifico

Ciao!!

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Re: Diario di un fotografo naturalista

Messaggio da GundamRX91 » 21/10/2020, 10:16

Approccio alla fotografia naturalistica # le civette

introduzione

Le civette sono per me, dopo i gufi, uno dei rapaci notturni più affascinanti, anche perché in Sardegna non abbiamo il gufo reale, che ritengo sia il più maestoso, così come la civetta delle nevi.
A vederli, sono così carini e morbidi, ma sono cacciatori davvero abili, che durante la stagione riproduttiva possono cacciare molte prede per nutrire i loro pulli.


Cosa sapere

Prima di iniziare a fotografare le civette, lasciami dire che la prima cosa a cui devi pensare, è la loro sicurezza. A mio parere preservare la loro incolumità è fondamentale, non solo per questa specie, ma per tutte le specie. Rispettare la natura, come le civette, dovrebbe essere un "must" per qualsiasi fotografo naturalista. Invece ho visto spesso comportamenti inqualificabili da parte di individui che fingono di essere amanti della natura ... Ma andiamo avanti!

In Rete ci sono molte informazioni sulle civette, in tutte le lingue, quindi il miglior consiglio che posso darti è di leggerle prima di fare qualsiasi cosa. La conoscenza è davvero importante in questo campo.

Le civette sono uccelli notturni. Cacciano principalmente di notte, ma è abbastanza facile trovarne alcune durante il giorno, soprattutto durante la stagione riproduttiva. Ma per lo stesso motivo avrai l'opportunità di trovarli, come ti dirò nel prossimo paragrafo.

Come ho detto prima, sono degli abili cacciatori, ma alcuni "fotografi" legano delle prede vive vicino al loro nido, per attirarli, solo per fare una foto migliore.... Per favore, non fatelo !! Se sei solo uno interessato ai "like", non pensare che non sappiamo come hai scattato la tua foto... in quel modo patetico.

La migliore "arma" è la pazienza. La mia prima attività, quando ho trovato un nido, è studiare da lontano con un binocolo, i loro movimenti. In questo caso ho bisogno di sapere quali sono i loro posatoi principali, perché ogni civetta ne ha uno, quindi devi scoprirlo prima di fare qualsiasi cosa. Dopo di che devi capire dove metterti per la sessione fotografica. Questo dipende da molti fattori: se il nido è in mezzo a un campo, o vicino a un rudere, o vicino a una roccia, o anche su un albero. In ogni caso hai due opzioni: la prima è costruire un capanno fisso, la seconda è usare un capanno portatile. Costruire un capanno è, secondo me, la scelta migliore perché giorno dopo giorno le civette si abitueranno ad essi e non si spaventeranno per alcuni movimenti fatti all'interno del capanno stesso o per qualche involontario rumore. Se sei solo all'interno della tenda, o con un amico, ricordati di parlare a bassa voce, anche se qualche piccolo rumore è ben accetto da loro. Invece i grandi movimenti spaventano molto, quindi, per favore, fai piccoli movimenti, come spostare il treppiede o l'obiettivo per qualche motivo. In questo caso è facile che la civetta voli via.

Ma qual è il momento migliore per entrare nel capanno? Durante la notte ovviamente !! Sì, devi arrivare almeno un'ora prima del sorgere del sole, e aspettare e sperare che non ti abbiano visto quando stai entrando nel capanno. L'uso del flash è possibile, ma dipende dal soggetto. Molti sono spaventati da una luce forte e potrebbe essere pericoloso per i loro occhi. In qualche occasione ho usato una luce led solo per mettere a fuoco i posatoi, o per qualche breve scatto. Ma quando ho usato un flash la civetta è volata via, quindi ne sconsiglio l'uso.

Qualcuno potrebbe chiedersi come si costruisce un capanno fotografico. Non è difficile da fare, ma te lo racconto in un altro episodio, ma in fondo è una tenda coperta da teli mimetici. Ho un capanno fotografico commerciale, un Tragopan, ed è molto, molto utile e comodo. Ha tutto il necessario per scattare foto: piccole finestre per vedere fuori, cerniere per le gambe del treppiede e altre caratteristiche. Sì, è un pò costoso per essere una tenda, ma sono ben fatte, leggere e realizzate con diverse texture naturali.

Un aspetto molto importante per la costruzione di un capanno fotografico è il proprietario del campo. Per non avere sorprese, e per non incorrere i aspetti legali poco piacevoli, chiedi sempre al proprietario del campo il permesso di costruire la tuo capanno. Se non puoi, perché non conosci il proprietario o non sai dove abita, è meglio usare un capanno commerciale da utilizzare al bisogno e solo per quella sessione fotografica.

Ahhh !! Mi stavo dimenticando di dirti una cosa ... Ricordati di portare una piccola sedia da campeggio. Rimanere a terra per molte ore non è auspicabile :mrgreen: Poi un pò di cibo e delle bevande (magari caffè), durante l'attesa sono sempre i benvenuti :P

Un'altra cosa sui capanni è la distanza dalle civette. Quanto dovrebbe essere la distanza? Dipende dall'obiettivo, ma almeno quattro o cinque metri è la distanza di sicurezza minima. Una distanza più breve potrebbe spaventare le civette e potrebbero non arrivare neppure. Per le Informazioni sull'obiettivo leggi di seguito.

Quanto tempo rimanere nel capanno? Come sempre, dipende. Le civette potrebbero rimanere fuori dal nido per molte ore, quindi bisogna essere preparati ad aspettare a lungo prima di andare via. Il momento migliore è quando volano via per qualche motivo o quando vanno a dormire. Sii veloce e vai via.


Dove trovarle

Se hai letto qualcosa sulle civette, avresti dovuto capire dove trovarle ... Comunque, di solito i loro nidi sono buchi da qualche parte: per terra, una roccia, un albero, un'incavo in un mucchio di pietre. Sì, spesso li trovi su un mucchio di pietre, quindi quando vai in campagna, prova a guardare con un binocolo qualsiasi mucchio di pietre. Se sarai fortunato, li vedrai appoggiati sopra.

Un altro modo è cercare le loro borre. Molti rapaci, ma non solo loro, rigurgitano regolarmente il cibo non digerito: peli, piume, parti ossee e così via. Quindi, quando ne trovi qualcuna, probabilmente sei vicino al nido o al luogo in cui di solito mangiano. Sulle borre però il discorso è complesso e merita un articolo a parte.


Come fotografare

Questa è l'ultima parte di un processo di ricerca e studio, dove ogni sforzo sarà ripagato con immagini sorprendenti.

Data la distanza dal nido, è preferibile utilizzare lenti a focale lunga, in modo da avere un'immagine più vicina della civetta, anche perché è piuttosto piccola. Non importa quale fotocamera stai usando se sei interessato solo ai ritratti delle civette. Voglio dire che in quella situazione non è importante avere una fotocamera veloce con un frame rate di scatto elevato, ma una fotocamera con un buon sensore, magari un sensore ad alta risoluzione. Ma, come sempre accade, l'aspetto più importante della foto è legato all'obiettivo utilizzato. In condizioni di scarsa illuminazione, avere un "fisso" è sempre un'ottima opportunità per ottenere immagini degne di nota. Un obiettivo da 500 mm f/4, o se puoi un 600 mm f/4, ti offrirà molte opportunità per ottenere le foto giuste, ma puoi anche utilizzare obiettivi zoom standard, come Sigma e Tamron 150-600 mm, Nikon 200-500 mm , Sony 200-600mm. Di solito queste ultime lenti non sono così veloci, quindi scattale le civette mentre sono in volo potrebbe essere davvero impegnativo, ma non impossibile. In questo caso avere un treppiede con un gimbal è la soluzione migliore, perché permette di seguirne facilmente i movimenti. Naturalmente, per scattare una foto a un uccello in volo è necessaria una velocità dell'otturatore molto elevata, almeno 1/2000 di secondo. Quindi controlla se la tua fotocamera ti consente di ottenere quella velocità dell'otturatore in condizioni di scarsa illuminazione, perché altrimenti dovrai aspettare una buona luce. Per BIF (Birds-In-Flight) utilizzo sempre il numero massimo di fotogrammi al secondo che la mia fotocamera dispone (20 fotogrammi al secondo con la Sony A9 che utilizza l'otturatore elettronico) e imposto la velocità minima dell'otturatore di 1/2000 di secondo. Quindi utilizzo la modalità A (priorità diaframmi) e imposto un ISO automatico con un limite massimo di 6400 ISO. Con queste impostazioni sono abbastanza sicuro di ottenere la foto corretta. Seguire un uccello in volo è difficile, ma se sai quale posatoio usa di solito puoi anticipare la civetta inquadrando direttamente il posatoio e attendi che la civetta inizi a volare in quella direzione, quindi puoi iniziare la raffica finché non si appollaia nel punto voluto (se sei fortunato ovviamente). Forse avrai bisogno di qualche tentativo prima di ottenere un buon risultato, ma non mollare mai !!

Per i ritratti, è sempre una buona idea invece usare un telecomando, per evitare il tremolio della fotocamera, anche se stai usando un treppiede.


Conclusione

Anche questo breve articolo è terminato e spero possa esservi utile in qualche modo. Se hai qualche problema non esitare a contattarmi.
Ci vediamo!!

Ciao

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Re: Diario di un fotografo naturalista

Messaggio da GundamRX91 » 04/01/2021, 9:31

Il diario piange la mia assenza, lo so, ma avendo poco tempo per fotografare, a causa del covid, non posso fare altrimenti. Sul sito sto cercando di portare avanti altre cose, tra cui anche qualche video, soprattutto per la post-produzione, ma per quanto riguarda la fotografia naturalistica e di paesaggio sono in standby. Tra l'altro il meteo ultimamente sarebbe perfetto per il mio progetto sulle cascate, per via della forte e continua pioggia, ma stando chiuso in casa non serve a nulla. Spero il governo allenti un pò la morsa in modo da poterci spostare con maggiore libertà.

Riguardo il covid però mi rendo conto che la situazione sta di nuovo precipitando, dato che i contagi sembra che stiano nuovamente salendo, ma spero sia solo una "bolla" temporanea, e che presti si stabilizzi ritornando nuovamente a scendere. Poi i vaccini dovrebbero fare il resto. Io, non appena disponibile, penso che lo farò in modo da essere più tranquillo, soprattutto per un possibile viaggio estivo all'estero, ma questo è tutto da vedere.

Giuseppe

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Re: Diario di un fotografo naturalista

Messaggio da CECE65 » 04/01/2021, 12:25

Aspettiamo tutti che finalmente il COVID ci consenta di tornare alla normalità. Ma ci vuole ancora tanta pazienza.
Canon 7d mk ll e 5d IV- Fuji xt20 - Sigma 10-20 f/3,5 - Fuj 18-55 f/2,8-4 - Canon EF 24-105 f/4 L II - Tamron 70-200 f/2,8 G2 - Canon 100-400mm IS mkII -Tamron 150-600 f/5-6,3 G2

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Re: Diario di un fotografo naturalista

Messaggio da Irenix » 06/01/2021, 18:15

Ragazzi speriamo di uscire presto da questo incubo.
Che la vita ritorni alla sua normalità.
Speriamo in meglio.
Per ora vi dico che la cognatina ha appena ricevuto la prima dose di vaccino ... non si è ancora trasformata in Hulk :mrgreen:
Irene

Canon 5DmkIV - Canon 7D - Canon 16-35 f/4 IS - Canon 100-400 IS mkII - Canon macro 100 f/2.8 - Canon 50 f/1.8 II - Canon 35 f/2 IS - Samyang 12 mm f/2.8 fisheye - Canon 24-105 f/4 IS mkII

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Re: Diario di un fotografo naturalista

Messaggio da GundamRX91 » 07/01/2021, 8:16

Quando saranno disponibili anche per noi "normali" umani, penso proprio che lo farò sto vaccino!!

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Re: Diario di un fotografo naturalista

Messaggio da CECE65 » 07/01/2021, 13:22

Suppongo che per muovermi e lavorare dovrò farlo ma prima mi consulto con il medico.
Non è che mi ispiri molto.
Canon 7d mk ll e 5d IV- Fuji xt20 - Sigma 10-20 f/3,5 - Fuj 18-55 f/2,8-4 - Canon EF 24-105 f/4 L II - Tamron 70-200 f/2,8 G2 - Canon 100-400mm IS mkII -Tamron 150-600 f/5-6,3 G2

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Re: Diario di un fotografo naturalista

Messaggio da GundamRX91 » 07/01/2021, 17:05

Non so Cesare, però considerando che tanto per noi se ne riparlerà tra svariati mesi, penso che nel frattempo se ci sono problemi, questi verranno a galla.

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